Cosa sono i Controlli Non Distruttivi
Il controllo non distruttivo (CND), chiamato anche Prove non Distruttive (PND) o Prove Non Distruttive in sito, è l’insieme di esami, verifiche e misure che permettono di valutare lo stato di una struttura edilizia o di un suo componente senza danneggiare il materiale e senza prelevare campioni significativi.
In ingegneria civile i CND vengono utilizzati per individuare difetti, discontinuità, degrado, vuoti, presenza di armature o sottoservizi, per stimare le proprietà meccaniche di calcestruzzo, acciaio, legno e muratura, e per monitorare nel tempo il comportamento di edifici e infrastrutture.Rispetto alle prove distruttive (carotaggi, prelievi, prove di rottura) i CND offrono tre vantaggi sostanziali: salvaguardano l’integrità dell’opera, possono essere ripetuti nel tempo per costruire serie storiche, e si prestano a indagini estese su grandi superfici a costi contenuti. Sono perciò la base di ogni campagna di diagnostica strutturale moderna.
Quando servono i Controlli Non Distruttivi
In Italia i CND sono richiesti, in modo esplicito o implicito, in numerose situazioni previste dalla normativa tecnica. Le principali sono:
- Verifica della sicurezza di edifici esistenti, in attuazione del cap. 8 delle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018), in particolare nei livelli di conoscenza LC1, LC2 e LC3.
- Analisi di vulnerabilità sismica di edifici pubblici e privati, con particolare riferimento agli edifici strategici e alle scuole (D.M. 65/2017, OPCM 3274/2003 e successivi aggiornamenti).
- Collaudo statico di nuove opere, ai sensi dell’art. 67 del D.P.R. 380/2001 e del D.M. 17/01/2018.
- Verifica di sicurezza di ponti e viadotti esistenti, secondo le “Linee guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza e il monitoraggio dei ponti esistenti” (Consiglio Superiore dei LLPP, 2020).
- Rilascio del Certificato di Idoneità Statica (CIS) per edifici vetusti, obbligatorio in alcuni Comuni (es. Milano, Regolamento Edilizio art. 11).
- Verifica della capacità portante di coperture e solai prima dell’installazione di impianti fotovoltaici, secondo Circolare 7/2019 del CSLLPP.
- Indagini propedeutiche al restauro di edifici storici, vincolati o sottoposti a tutela ai sensi del D.Lgs. 42/2004.
- Valutazione del danno post-incendio o post-sisma sulle strutture portanti.
- Verifiche su nuovi sistemi costruttivi in legno (X-Lam, struttura a pannelli, telai light-frame) per il controllo dell’umidità e l’esclusione di fenomeni di degrado.
In tutti questi scenari l’obiettivo è ottenere informazioni tecnicamente affidabili sullo stato dei materiali e degli elementi strutturali senza compromettere la fruibilità dell’opera. È a questo punto che entrano in gioco le diverse tecniche di indagine.
Quadro normativo di riferimento
La pianificazione e l’esecuzione dei CND nell’edilizia italiana si appoggia a un sistema di norme tecniche stratificato. I riferimenti principali sono:
Norme nazionali e cogenti
- D.M. 17/01/2018 — Aggiornamento delle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018), con particolare riferimento al cap. 8 “Costruzioni esistenti” e al cap. 11 “Materiali e prodotti per uso strutturale”.
- Circolare 21/01/2019 n. 7 C.S.LL.PP. — Istruzioni per l’applicazione delle NTC 2018.
- Linee Guida CSLLPP 2020 — Classificazione, valutazione e monitoraggio dei ponti esistenti.
- D.P.R. 380/2001 — Testo Unico dell’Edilizia, art. 67 (collaudo statico).
Norme tecniche europee e italiane (UNI EN, UNI)
- UNI EN 12504-1 — Prove sul calcestruzzo nelle strutture: carote prelevate, esame e prove a compressione.
- UNI EN 12504-2 — Determinazione dell’indice di rimbalzo (prova sclerometrica).
- UNI EN 12504-4 — Determinazione della velocità di propagazione degli impulsi ultrasonici.
- UNI EN 13791 — Valutazione della resistenza a compressione del calcestruzzo nelle strutture e negli elementi prefabbricati.
- UNI 11073 — Stima dell’umidità del legno strutturale e diagnostica visiva degli elementi lignei.
- UNI EN 13187 e UNI EN 16714 — Termografia a infrarossi su edifici.
- UNI/TR 11634:2016 — Linee guida per il monitoraggio strutturale.
- UNI 9916, UNI 9614, UNI 10985, UNI 11568, UNI ISO 5348 — Misurazione delle vibrazioni e comportamento dinamico.
Norme internazionali e linee guida
- ASTM D2845, ASTM C597, ASTM D6432 — Prove soniche, ultrasoniche e georadar.
- ACI 437.2M-13 — Prove di carico sulle strutture in calcestruzzo.
- BS 1881-204 — Prove magnetometriche su strutture in c.a.
- RILEM TC 127-MS, CEI 306-8 — Indagini georadar.
- UNI EN ISO 9712 — Qualifica e certificazione del personale addetto ai CND.
La conformità del personale alla UNI EN ISO 9712 è oggi richiesta in modo crescente nei capitolati, soprattutto per gare pubbliche e collaudi su opere strategiche.
Come si pianifica una campagna di indagini
Una buona campagna di CND non si improvvisa: la scelta delle tecniche, dei punti di prova e del numero di indagini deriva da un processo che si articola in cinque fasi.
- Acquisizione documentale: raccolta di disegni di progetto, relazioni di calcolo, eventuali precedenti indagini, storia dell’opera, interventi di manutenzione.
- Esame visivo preliminare: ispezione diretta della struttura per rilevare quadri fessurativi, distacchi, ammaloramenti, tracce di umidità, deformazioni anomale.
- Stesura del piano di indagini: definizione delle tecniche da impiegare, della loro estensione (numero, ubicazione, profondità), del livello di conoscenza atteso secondo le NTC 2018.
- Esecuzione in sito: organizzazione del cantiere, esecuzione delle prove con strumentazione tarata, registrazione dei dati, eventuali integrazioni in funzione dei risultati intermedi
- Restituzione e valutazione: elaborazione dei dati, redazione della relazione tecnica, traduzione dei risultati in parametri utilizzabili dal progettista (es. resistenza media a compressione del calcestruzzo, modulo elastico delle murature, ecc.).
Il valore di una campagna sta nella coerenza tra le diverse tecniche utilizzate. Una prova sclerometrica isolata, ad esempio, ha un margine di errore elevato; combinata con prove ultrasoniche e correlata a uno o due carotaggi puntuali (metodo SonReb), restituisce una stima della resistenza del calcestruzzo affidabile e accettata dalle NTC.
Le principali prove non distruttive
Di seguito le principali tecniche utilizzate da Teknoprogetti nelle campagne di indagine. Per ciascuna sono indicati l’ambito di applicazione, i pregi, i limiti e i riferimenti normativi.
Esame visivo
Applicazione: Rilievo, descrizione e catalogazione dei principali problemi rilevabili a occhio nudo o con strumentazione semplice. È il punto di partenza di ogni campagna di indagine: orienta la scelta delle prove successive.
Pregi: Costo nullo, applicabile a tutte le strutture, restituisce un quadro di insieme.
Limiti: Soggettivo, dipende dall’esperienza dell’operatore, non quantifica le proprietà dei materiali.
Riferimenti normativi: UNI EN 1330-10 (terminologia), buone prassi ISTeA e CTE.
Prova Magnetometrica (Pacometro)
Applicazione: Identificazione di posizione, profondità e diametro delle barre di armatura nei getti di calcestruzzo; rilevazione di elementi ferromagnetici sotto intonaco.
Pregi: Assolutamente non distruttiva, esecuzione rapida, restituzione immediata.
Limiti: Difficoltà nella distinzione di barre molto vicine o disposte su più livelli; profondità di indagine limitata (in genere 8-10 cm).
Riferimenti normativi: BS 1881-204:1988.
Prova sclerometrica (sclerometro Schmidt)
Applicazione: Determinazione dell’indice di rimbalzo di una massa battente sul calcestruzzo indurito e stima della resistenza meccanica tramite tabelle di correlazione.
Pregi: Non distruttiva, veloce, economica, applicabile a campagne estese.
Limiti: Interessa solo lo strato superficiale, sensibile a carbonatazione e umidità, va sempre correlata ad altre prove.
Riferimenti normativi: UNI EN 12504-2.
Prova ultrasonica
Applicazione: Misurazione della velocità di propagazione degli impulsi ultrasonici e, mediante correlazioni, stima della resistenza a compressione del calcestruzzo indurito o individuazione di vuoti e disomogeneità.
Pregi: Non distruttiva, interessa l’intera sezione, può essere applicata in trasmissione diretta, semi-diretta o indiretta.
Limiti: Risultato influenzato da armature, umidità, presenza di lesioni; richiede operatore esperto.
Riferimenti normativi: UNI EN 12504-4.
Prova sonica
Applicazione: Misura della velocità di propagazione dell’onda sonica nelle murature per valutare omogeneità, modulo elastico e presenza di vuoti.
Pregi: Non distruttiva, applicabile su murature storiche dove ultrasuoni risulterebbero inefficaci.
Limiti: Presuppone almeno una stonacatura locale; vuoti e cavità possono inficiare la prova.
Riferimenti normativi: ASTM D2845-08, ASTM C597-02.
Prove di carico
Applicazione: Verifica del comportamento effettivo delle strutture sotto carichi controllati, statici o dinamici. Comprendono prove su solai, ponti, balconi, mensole.
Pregi: Restituisce evidenze dirette del comportamento strutturale, indispensabili nei collaudi statici di nuove opere e nelle verifiche su opere esistenti.
Limiti: Onerose in termini organizzativi; richiedono progettazione specifica della prova e dispositivi di sicurezza.
Riferimenti normativi: ACI 437.2M-13, Linee Guida 2 ReLUIS 2015, NTC 2018 §9.
Misura delle vibrazioni
Applicazione: Verifica del comportamento dinamico della struttura, identificazione delle frequenze proprie, validazione di modelli numerici, monitoraggio delle vibrazioni indotte da cantieri o traffico.
Pregi: Velocità di esecuzione, indipendenza delle frequenze caratteristiche dalla forzante, possibilità di confronto con soglie normative.
Limiti: Richiede strumentazione specifica e analisi del segnale qualificata.
Riferimenti normativi: UNI 11568, UNI ISO 5348, UNI 9916, UNI 9614, UNI 10985.
Monitoraggio strutturale
Applicazione: Misura nel tempo di spostamenti, aperture di fessure, inclinazioni e vibrazioni. Si distingue in monitoraggio statico e dinamico, in continuo o periodico.
Pregi: Permette il controllo in remoto, la definizione di soglie di allarme, la verifica della variazione dei parametri caratteristici nel tempo.
Limiti: Richiede progettazione del sistema di acquisizione e gestione dei dati.
Riferimenti normativi: UNI/TR 11634:2016, Linee guida CSLLPP 2020 (per ponti).
Indagine georadar (GPR)
Applicazione: Sfruttamento della riflessione di onde elettromagnetiche per individuare sottoservizi, vuoti, armature, distacchi tra strati. Utilizzato anche su pavimentazioni e impalcati di ponte.
Pregi: Non distruttiva, profondità di indagine variabile in funzione delle antenne (0,1 – 3 m), restituzione bidimensionale e tridimensionale.
Limiti: Output non intuitivo, segnale schermato da materiali ferromagnetici e acqua, richiede operatore certificato.
Riferimenti normativi: RILEM TC 127-MS, ASTM D6432, CEI 306-8.
Termografia a infrarossi
Applicazione: Acquisizione di immagini nel campo dell’infrarosso per rilevare ponti termici, infiltrazioni d’acqua, distacchi di intonaco, presenza di tessitura muraria sotto intonaco, anomalie di temperatura.
Pregi: Non distruttiva, non richiede contatto, copre rapidamente grandi superfici, utile sia in diagnostica strutturale che energetica.
Limiti: Richiede condizioni termo-igrometriche favorevoli e operatore certificato (Livello II UNI EN ISO 9712).
Riferimenti normativi: UNI EN 16714, UNI EN 13187.
Casi tipici di applicazione
La scelta delle tecniche dipende dall’obiettivo della campagna. Alcuni esempi ricorrenti:
Edifici scolastici e vulnerabilità sismica
Sui plessi scolastici, oggetto di campagne diagnostiche promosse dal MIUR e dalle Regioni, si combinano in genere esame visivo, sclerometro + ultrasuoni (metodo SonReb) sui pilastri, pacometro sulle armature, eventuali carotaggi puntuali. L’obiettivo è raggiungere il livello di conoscenza LC2 richiesto dalle NTC 2018 per l’analisi di vulnerabilità sismica.
Ponti e viadotti esistenti
Le Linee Guida CSLLPP 2020 prevedono un approccio multilivello che integra ispezioni visive, prove non distruttive su calcestruzzo e armature, monitoraggio dinamico delle frequenze proprie e, dove necessario, prove di carico. La diagnostica accompagna la classificazione del rischio dell’opera.
Coperture per impianti fotovoltaici
L’installazione di impianti fotovoltaici su coperture esistenti richiede la verifica della capacità portante della struttura. Le indagini comprendono pacometria sulle armature, ultrasuoni sui travetti in c.a.p., termografia per individuare infiltrazioni e, in casi specifici, prove di carico sui solai.
Edifici storici e in muratura
Per gli edifici vincolati la priorità è preservare l’opera. Si privilegiano prove soniche e georadar per indagare la tessitura muraria, termografia per rilevare elementi nascosti, monitoraggio dei quadri fessurativi nel tempo. I carotaggi sono limitati al minimo indispensabile.
Strutture in legno e X-Lam
Sulle nuove costruzioni in legno (telai light-frame, pannelli X-Lam) le indagini si concentrano sul contenuto di umidità (igrometri a contatto, secondo UNI 11073), sull’integrità dei collegamenti metallici, e sull’esclusione di fenomeni di degrado biologico. La termografia consente di individuare zone di accumulo di umidità non visibili a occhio nudo, come illustrato nel nostro caso studio sull’edificio scolastico di Frassinoro (X-Lam, marzo 2025).
Domande frequenti sui Controlli Non Distruttivi
Quando sono obbligatori i Controlli Non Distruttivi su un edificio?
Le NTC 2018 (cap. 8) impongono campagne diagnostiche per ogni intervento su strutture esistenti che modifichi sostanzialmente il comportamento statico o sismico. Sono inoltre obbligatori per il rilascio del Certificato di Idoneità Statica nei Comuni che lo prevedono (es. Milano), per le verifiche di vulnerabilità sismica su edifici strategici e scolastici, e nei collaudi statici.
Qual è la differenza tra prove distruttive e non distruttive?
Le prove distruttive (carotaggi, prelievi di campioni di acciaio, prove a rottura) richiedono l’asportazione di materiale e producono danni puntuali alla struttura, ma forniscono valori diretti di resistenza. Le non distruttive non danneggiano l’opera ma forniscono valori indiretti, da correlare. Una buona campagna combina sempre le due: poche prove distruttive di taratura + molte non distruttive estese.
Quanto tempo richiede una campagna di Controlli Non Distruttivi?
Dipende dall’estensione della struttura e dalle tecniche scelte. Una campagna su un edificio scolastico di tre piani può richiedere da una a due settimane di lavoro in sito, più due-tre settimane per restituzione e relazione tecnica. Sui ponti e sulle infrastrutture i tempi si allungano in funzione delle modalità di accesso.
Quanto costa una campagna di Controlli Non Distruttivi?
Il costo dipende dal numero di prove, dalla complessità di accesso, dall’eventuale necessità di carotaggi di taratura e di trabattelli o piattaforme. È sempre raccomandato chiedere un sopralluogo preliminare gratuito che permetta di calibrare il piano di indagini sull’obiettivo reale, evitando sia sovradimensionamenti che indagini insufficienti.
I Controlli Non Distruttivi danneggiano la struttura?
Per definizione no. Alcune tecniche (sclerometro, pacometro, georadar, termografia) non lasciano alcuna traccia. Altre, come prove ultrasoniche per trasmissione diretta, possono richiedere una piccola stonacatura locale di pochi centimetri quadrati, facilmente ripristinabile.
Chi può eseguire i Controlli Non Distruttivi in modo formalmente valido?
Le UNI EN ISO 9712 definiscono tre livelli di qualifica del personale CND. Per le indagini su strutture in opera è in genere richiesto il Livello II per l’operatore che esegue le prove e il Livello III per chi pianifica la campagna. La supervisione tecnica deve essere affidata a un ingegnere strutturista iscritto all’Ordine.
I Controlli Non Distruttivi sostituiscono il calcolo strutturale?
No. I CND forniscono i parametri di input (resistenze, geometria reale, stato delle armature) che il progettista utilizza per modellare la struttura e verificarne la sicurezza. Sono complementari, non alternativi, al calcolo.
Si possono eseguire Controlli Non Distruttivi su edifici occupati o in esercizio?
Sì, è uno dei principali vantaggi. Tecniche come sclerometro, pacometro, termografia e georadar non richiedono interruzione dell’uso dell’edificio. Le prove di carico, invece, comportano l’allontanamento temporaneo degli occupanti dall’area interessata.
Come si sceglie tra le diverse tecniche di Controllo Non Distruttivo?
La scelta nasce dall’obiettivo della campagna e dalla tipologia di struttura. Su strutture in c.a. la combinazione SonReb (sclerometro + ultrasuoni) è il riferimento per la stima della resistenza; per le murature si prediligono prove soniche e georadar; per le strutture in legno si lavora sull’umidità con UNI 11073; per la diagnostica energetica e l’individuazione di vuoti la termografia è insostituibile.
Cosa succede dopo i Controlli Non Distruttivi?
I risultati confluiscono in una relazione tecnica firmata da un ingegnere strutturista, che traduce i dati in parametri progettuali e formula raccomandazioni: prosecuzione dell’uso, interventi di consolidamento, monitoraggio nel tempo, oppure ulteriori indagini di approfondimento. La relazione costituisce documento di riferimento per il progettista e per gli enti di controllo.
Affidare a Teknoprogetti la diagnostica strutturale
Teknoprogetti Engineering opera dal 2003 nel campo della diagnostica strutturale e dei controlli non distruttivi su edifici pubblici e privati, ponti, viadotti, edifici scolastici e strutture di pregio storico in Lombardia e nelle regioni limitrofe. Le campagne diagnostiche vengono progettate caso per caso, eseguite con strumentazione tarata e personale qualificato, e restituite in relazioni tecniche firmate da ingegneri strutturisti.
Per richiedere un sopralluogo preliminare e una proposta di piano di indagini, è possibile compilare il modulo di contatto o telefonare allo +39 039 2142477. Per chi cerca informazioni più operative sul servizio, rimandiamo alla pagina dedicata Controlli Non Distruttivi nei nostri Servizi.

